Stalingrado dicembre 1942

 

Da quanto tempo dura la battaglia? Mesi? Anni? A Vassily Anatolyievitch Voronov sembra un’eternità. Dalla sua postazione osserva il desolante panorama intorno a lui. I suoi compatrioti e concittadini stanno contendendo ai Tedeschi la città palmo a palmo, casa per casa. Il Commissario Politico Krusciov è stato chiaro: la città intitolata al Compagno Stalin non deve restare in mani naziste, costi quello che costi. È stato chiaro anche con lui: se userà i suoi speciali talenti per il bene della Rodina,[1] lo Stato ed il Partito gli saranno riconoscenti. Non ha dovuto aggiungere cosa sarebbe successo se si fosse rifiutato, era abbastanza ovvio.

E così ora Vassily Anatolyievitch è seduto accanto ad una finestra ed aspetta. La sua attesa dura poco. Due soldati tedeschi escono allo scoperto. Si muovono guardinghi. Hanno paura dei temibili cecchini sovietici e fanno bene. Il Compagno Zaytsev ne ha uccisi parecchi[2] ma anche lui non è da meno. Inquadra il primo dei due soldati nel mirino. Le sue mani brillano di una sconosciuta energia che scorre lungo la canna del suo fucile. La pallottola parte, la sua velocità aumenta in progressione geometrica. Colpisce il cranio del soldato ed esplode devastandolo. Il secondo soldato si guarda intorno ma quasi subito dopo una seconda pallottola gli spappola la nuca in un modo che un comune proiettile non avrebbe mai potuto fare.

Vassily Anatolyievitch Voronov lascia andare il fucile e si guarda le mani che stanno tornando normali.

Ancora una volta ha fatto il suo dovere.

 

 

# 43

LA CASA RUSSIA

 

Di Carlo Monni & Mickey

 

 

Volgograd, Federazione Russa. Una settimana fa.

 

Vassilissa Grigorievna Voronova trema mentre fa la chiamata col cellulare compratole da sua madre con i suoi sudati risparmi. Un leggero bagliore, un’aura potremmo dire, la circonda, rendendo evidente che non è una comune adolescente.

Le sue dita formano l’ultimo numero e, dopo una breve attesa, sente una voce maschile che si esprime in Inglese:

<< Linea X. Sono George, come posso esserle utile?>>

-Io… io chiamo da Volgograd in Russia.- risponde lei in un Inglese molto incerto -Voglio… devo parlare con uno degli X-Men per favore.-

L’uomo dall’altra parte della linea ha colto l’ansia nella sua voce? La ragazza non sa dirlo. L’uomo non mostra particolari inflessioni mentre dice:

<<Attenda in linea per favore.>>

L’attesa le sembra durare un’eternità, poi ode una voce diversa, un altro uomo che parla Russo:

<<Pronto?>>

-Oh, finalmente...- si lascia sfuggire lei.
<<Ciao, sono Piotr, come posso aiutarti?>>

Bella voce, pensa lei. È davvero uno degli X-Men? Non c’è un Russo tra loro? Com’è che si chiama?

-Dovete aiutarmi...- dice infine -… non ce la faccio più... voi siete gli X-Men?-

<<Non esattamente, ma dimmi chi sei e come posso aiutarti.>>

-Mi chiamo Vassilissa... mi stanno alle costole, non so quanto altro potrò durare... ho bisogno di asilo... voglio venire nella scuola degli X-Men.- afferma lei.

<<Non è così semplice, dimmi chi…>>

Improvvisamente la linea cade.

-Pronto? Pronto?!-grida Vassilissa, senza successo.

Non c’è campo, ma com’è possibile?

Improvvisamente la porta di casa si spalanca sotto la spinta di una forza irresistibile.

Una figura si staglia sulla soglia ed una voce le dice:

-Credevi davvero di poterci sfuggire, Vassilissa?-

 

 

Istituto Xavier di Istruzione Superiore, Salem Center. Contea di Westchester, NY. oggi

 

Nell'ufficio del Preside della scuola più pazza del mondo, quattro dei cinque membri fondatori degli X-Men sono riuniti per discutere con un loro compagno fidato un caso su cui li sollecita da giorni e giorni.

-Quindi sei proprio deciso a cercare quella mutante russa.- riassume Hank McCoy.

-Da, assolutamente.- replica Piotr Nikolaievitch Rasputin -Sono convinto che sia in pericolo ed ho aspettato anche troppo. Tu lasceresti inascoltato un grido d’aiuto?-

-Certo che no.- è la pronta risposta del mutante dal pelo blu. -Non sono cose da chiedere. Tu che ne pensi, Warren? Dopotutto, anche se la chiamata l’ha presa uno di noi, è sempre un caso della tua organizzazione.-

Il mutante alato trae un profondo respiro prima di rispondere:

-Voi tutti sapete che non sono entusiasta di fare missioni clandestine all’estero, non da quando siamo diventati pubblici. Non siamo i Vendicatori e non abbiamo l’ombrello dell’ONU a proteggerci se qualcosa va storto. Certo, il Team Oro è a disposizione per incarichi da parte del Governo o dello S.H.I.E.L.D. ma non è questo il caso: saremmo, per così dire, stranieri in terra straniera. Tuttavia ho imparato a conoscere questo testone di un Russo e so benissimo che nulla lo fermerà dal recarsi anche da solo nella sua madrepatria e non ho il cuore di abbandonarlo in territorio sconosciuto e inospitale.-

-Sconosciuto? Ma se hai appena ribadito che si tratta della mia terra.- ribatte Colosso.

-Ah, certo, ma vieni dalle campagne della Siberia Occidentale. Conosci Volgograd meno di quanto la conosca io. Ne avrai al massimo visto qualcosa in qualche documentario sulla Seconda Guerra Mondiale, quando ancora si chiamava Stalingrado.-

-A favore, quindi.- dice McCoy -Tu che hai da dire, Scott?-

-Il Professore… Charles... ha fondato questa scuola per aiutare i mutanti in difficoltà e gli X-Men per proteggere loro ed il Mondo da qualunque cosa li minacciasse. Se ora ci tirassimo indietro perché non ci conviene o per paura delle conseguenze, sarebbe come tradire il suo sogno.-

-Quindi?-

-Quindi accompagniamo Peter in Russia e se qualcuno proverà ad impedirci di trovare quella mutante, peggio per lui.-

-Sei stato contagiato da Wolverine per caso?- commenta, ironico, Warren.

-Jean?- chiede la Bestia.

-Scott ha detto esattamente quello che penso… che pensiamo tutti. Non c’è altro da aggiungere.- risponde la rossa telepate.

-Quindi siamo tutti d’accordo.- aggiunge Hank -Scott… a te selezionare coloro che andranno in Russia con Piotr. Suggerisco un team misto Oro e Blu ma mi affido al tuo saggio giudizio.-

Scott Summers guarda il vecchio compagno cercando di capire se era serio o se stava facendo del sarcasmo, poi scuote la testa e conclude che è meglio non chiederselo.

Piotr si alza in piedi e dice:

-Io… volevo ringraziarvi tutti, compagni.-

-Non dirmi che credevi davvero che ti avremmo lasciato da solo…- ribatte Arcangelo -… e non chiamarmi troppo spesso “compagno” o i miei azionisti potrebbero cominciare a pensare che sia diventato comunista e sarebbe deleterio per gli affari.-

Peter scoppia in una risata.

 

 

Un’installazione segreta del F.B.S.A. da qualche parte negli Stati Uniti.

 

La stanza è abbastanza spoglia: un tavolo di metallo, tre sedie, tipico arredamento da poco prezzo da stanza degli interrogatori. Niente finestre ma, naturalmente, l’inevitabile specchio unidirezionale da cui chiunque può guardare nella stanza senza essere visto.

Malcolm Colcord, seduto su una delle sedie, attende da non sa quanto tempo. Dopo che l’F.B.S.A. l’ha prelevato[3] è stato fatto salire su un aereo e dopo un paio d’ore di volo è arrivato in un aeroporto sperduto, è stato ficcato in un’auto e bendato. Non ha la più pallida idea di dove sia e da quando è arrivato ha visto solo gli agenti che gli hanno portato da mangiare e quelli che lo hanno scortato in questa stanza. Il fatto che sia qui, però, è un segno che le cose stanno per cambiare.

Finalmente la porta si apre ed entrano un uomo che dimostra a malapena trent’anni, capelli biondi tagliati corti completo verde scuro, occhiali con montatura di tartaruga ed un incongruo papillon rosso al colletto. Accanto a lui sta un uomo apparentemente di poco più vecchio, capelli e barba castani.

È il biondo a parlare per primo:

-Buongiorno, Mr. Colcord. Io sono Jasper Sitwell, Direttore…-

-So benissimo chi è lei, Sitwell…- lo interrompe Colcord -… e so anche chi è il suo compagno: Jacob Norriss, capo della Divisione Investigativa del suo tanto vantato F.B.S.A.-

-Bene.- interviene Norriss -Ora che tutti sappiamo chi siamo, possiamo cominciare.-

-Niente affatto.- ribatte Colcord -Mi avete trattenuto per giorni, ora esigo di vedere il mio avvocato. È mio diritto -

-Lei non è in stato di arresto e quindi non le serve un avvocato.- replica con voce calma Sitwell -È trattenuto in custodia protettiva come testimone indispensabile in pericolo di vita. Il luogo, dove si trova le è tenuto segreto e le sono impediti contatti con l’esterno per la sua stessa sicurezza.-

-Questa è… è una violazione dei miei diritti costituzionali.-

-Una posizione interessante ma non condivisa dalla Corte Suprema, almeno per ora, quindi lei risponderà alle nostre domande o sarà accusato di Ostacolo alla Giustizia ed allora sì che avrà diritto a vedere un avvocato.-

-Naturalmente…- interviene Jack Norriss -... in questo caso sarà trasferito in un carcere federale, diciamo di media sicurezza, in mezzo ai detenuti comuni e chissà cosa potrebbe accadere prima che il suo avvocato riesca a vederla.-

Colcord gli punta gli occhi addosso, apparentemente impassibile.

-Crede di impressionarmi?- dice -Le ricordo che ero un ufficiale delle forze speciali. Guardatemi.- indica la faccia attraversata da un reticolo di sottili cicatrici -Queste sono il regalo di quel bastardo con gli artigli, Wolverine, e probabilmente lui nemmeno se lo ricorda, quindi che paura vuole che mi facciano dei detenuti comuni?-

-Wolverine… già.- Sitwell sembra inseguire un pensiero e poi aggiunge -Pare che si ricordi di lei, invece. Ci ha chiesto un colloquio con lei… riservato.-

Colcord trema leggermente.

-Voi… non oserete!-

-E perché non dovremmo? Wolverine è un nostro collaboratore e l’ha salvata da un tentativo di omicidio da parte di Sabretooth, perché dovrebbe temerlo?-

Colcord tace e Norriss lo incalza:

-Era un tentativo di omicidio, giusto?  Sabretooth era lì per ucciderla, non per portarla in salvo.-

Nessuna risposta.

-Vede, Colcord, i casi sono due: o lei era una possibile vittima o un complice. Quale che sia, la verità, le conviene parlare. In entrambi i casi sarà inserito nel Programma Protezione Testimoni e nessuno saprà più nulla di lei.-

Colcord sospira ed infine dice:

-Cosa volete sapere?-

 

 

Istituto Xavier.

 

-... valutando una serie di variabili, tra cui gli orari delle lezioni, per accompagnare me e Colosso a Volgograd avrei optato per Havok, Nightcrawler, e Psylocke del Team Blu, che ho appositamente convocato, e Wolverine e Tempesta che hanno mostrato interesse per motivi diversi - annuncia Ciclope al resto degli X-Men -Ci sono altri volontari del Team Oro? Nathan...?-

-No, grazie, ritengo più che sufficienti le risorse in campo per un caso del genere. Se è tutto, mi congederei da voi - risponde con freddezza Cable. Ormai tutti faticano a riconoscerlo o capirlo, da quando il virus tecnorganico ha preso il sopravvento, trasformandolo in un'algida figura metallica.[4] Scott e Jean si scambiano un'occhiata preoccupata, mentre lo guardano lasciare la sala delle riunioni.

-Mi accodo a lui, buona missione, ragazzi- lo segue a ruota Banshee. Avrebbe potuto farsi avanti e usare l'espatriata come un modo per distrarsi dalla perdita della sua ex allieva Paige, ma da quel che ha sentito, ne ha più bisogno Alex Summers. Apprezza la scelta di suo fratello, in questo senso.
-Bene, se non c'è altro, gli altri sono liberi di andare e io passerei al briefing...-

 

Dopo la fine della riunione, in cui si è intrattenuta un po' per inerzia e un po' intercettare il suo ex marito, Jean Grey ferma Scott Summers.

-Scott, credo che stiamo sottovalutando ciò che sta succedendo a Nathan - gli confessa.

-Mi trovi d'accordo, la situazione sta peggiorando. Tu come l'hai trovato?-

-Freddo e distaccato, per non parlare del suo aspetto sempre più... inumano, se cogli cosa intendo. -

-Il punto è che non ho un'idea concreta su come aiutarlo. Abbiamo visto il pasticcio che abbiamo combinato l'ultima volta in cui abbiamo cercato di salvarlo dal virus. Tra l'altro, è un uomo adulto, per certi versi più maturo di noi.-

-Tu l'hai tenuto sott'occhio qui a scuola come io non ho potuto fare e stai battendo bandiera bianca sin dall'inizio. Nonostante tutto quello che abbiamo passato con lui, contro ogni logica, continuo a pensare che tu non lo consideri tuo figlio. Paradossalmente è come se mi sentissi legata più io a lui.-

-Sei venuta con tutte le intenzioni di litigare?-

-No, avevo il tarlo dal funerale di Paige, ma solo oggi mi sono resa conto della gravità della situazione.  Qui a scuola abbiamo un ragazzo con facoltà guaritrici, Josh Foley, se non sbaglio, potrebbe tentare di curare Nathan e se non ci riesce… beh, penso che proverò a fare ciò che avremmo dovuto fare anni fa... collegarmi a Cerebro e cercare un mutante con facoltà taumaturgiche. Dovrà pur essercene qualcun'altro.-

-E poi cosa vorresti fare? Arruolarlo a forza e costringerlo a guarirci ogni volta che ne abbiamo bisogno? Hai dimenticato cosa è accaduto al Guaritore dei Morlock quando ha spinto i suoi poteri al massimo? Abbiamo dovuto seppellire anche lui.-[5]

-Ok, ne riparliamo quando tornate dall'Europa. Piuttosto, spero tu voglia salutare Sara prima di partire.-

-Certo. Sono contento che l’hai portata con te. Ultimamente non sono riuscito a vederla quanto avrei voluto ma sono deciso a cambiare le cose.-

 

Un'altra mutante attende all'esterno della sala la conclusione della riunione per parlare con qualcuno di loro.

-Che ci fai ancora qui, perché non sei a lezione?- le domanda Wolverine.

-Non ho voluto fare la smargiassa, ma nessuno mi ha preso in considerazione per questa missione - lamenta Laura Kinney alias X-23, quattordicenne figlia ritrovata di Logan[6] -Non dovrei chiederti il permesso, ma lo faccio lo stesso: posso unirmi a voi?-

-Non ce n'è bisogno, davvero. E poi è troppo presto, sei dei nostri da pochi giorni.-

-Sto studiando la vostra storia. Xavier non si faceva di questi problemi nel far fare uscite sul campo alle reclute della mia età. Kitty…-

-Se stai studiando, avrai letto di Thunderbird, vuoi fare la sua fine? Ai vecchi tempi ce ne fregavamo, ora stiamo più attenti. Soprattutto dopo quello che è successo ad Husk.-

-A quanto pare, finalmente il famoso Logan fa sentire tutti i suoi anni anagrafici ed è diventato un vecchio brontolone apprensivo- lo provoca Laura.

-Prova a dirlo un'altra volta e...-

-E cosa mi fai, papà? Mi metterai in punizione?-

-Io... ora devo andare a prepararmi.-

-Per questa volta mi arrendo ma, per favore, metti una buona parola per me alla prossima occasione. Ho passato tutta la vita chiusa in laboratorio, o in un bordello, senza godermi quello che il mondo ha da offrire. La prossima vacanza all'estero me la merito.-

Wolverine respira profondamente. Sua figlia ha colto nel segno con quel discorso melodrammatico ma fondato. I suoi sensi di colpa rischiano di fare capolino nella scorza che ha maturato nel corso dei decenni. Se cede adesso, avrà meno autorevolezza su di lei in futuro.

-Ci penserò. Ora vai a studiare.-

 

 

Worthington Tower.

 

Per una donna che ha subito il traumatico cambio di un corpo, un trasloco rappresenta uno stress di poco conto si potrebbe dire e poi è sempre stata una che viaggia leggera. Ci ha messo molto poco a sistemare le sue cose prese dagli alloggi della Scuola qui in uno degli ultimi appartamenti del grattacielo del suo ex fidanzato.

Qualcuno bussa alla sua porta e la più casuale delle sue percezioni extrasensoriali le fa cogliere chi c'è dall'altra parte, facendole aprire senza remore.

-Ciao, Betsy, sei pronta? Partiamo a minuti - la aggiorna Havok, il leader del Team Blu.

-Sì, ho fatto tutto quel che dovevo, e come vedi sono già in tenuta da missione - dice, indicando con le dita il suo classico provocante costume blu e ottenendo in cambio un ambiguo mugugno.

In ascensore, c'è una certa tensione palpabile e la ninja cerca di rompere il ghiaccio.

-Sai, sono contenta di vederti. Che tu sia vivo, in generale.

La frase potrebbe sembrare senza senso in una conversazione comune, ma non tra due X-Men. Per di più tra due membri della squadra tra cui stava nascendo qualcosa, prima che la storia fosse troncata sul nascere da una delle tante morti apparenti che hanno afflitto il loro gruppo.[7]

-Uhm, grazie, anch'io sono lieto che tu ti sia unita a noi e di, insomma, di essere vivo. Almeno credo.

-Mi dispiace per Paige, ho saputo che c’era qualcosa tra voi e... Non vorrei che quel "almeno credo" nasconda un qualche senso di colpa del sopravvissuto.

Un ding segnala l'arrivo sul tetto.

-Siamo arrivati- taglia corto Alex Summers, dirigendosi verso quello informalmente qualcuno chiama X-cottero.

 

 

Un luogo segreto negli Stati Uniti.

 

Lois London si contempla allo specchio e si complimenta con se stessa: il costume, una calzamaglia nera che le lascia scoperte spalle e braccia, le calza a pennello. Chiunque sia il sarto di Magneto è davvero bravo, pensa.

Esce dal suo alloggio e percorre il lungo corridoio dalle pareti in metallo fino a raggiungere un ampio salone che ricorda un campo da baseball. Qui trova altri mutanti in variopinti costumi.

-Ben arrivata, Mortis.- la saluta Exodus.

Lois fa una smorfia che potrebbe assomigliare ad un sorriso. Non è entusiasta del nome che Exodus le ha imposto, ma non ha protestato. Non lo ammetterebbe mai apertamente, ma quel mutante francese dalla pelle rossa come il fuoco la inquieta non poco. Dicono che abbia più di 800 anni e sia potentissimo. Di sicuro è capace di resistere al suo tocco della morte, Lois l’ha sperimentato di persona.

Nei suoi occhi brilla la luce del fanatismo e si dice che anche Magneto riesca a stento a tenerlo a freno. Del resto chi se non un fanatico sicuro di sé si sarebbe fatto volontariamente toccare da una donna le cui dita portano la morte? Eppure in poco meno di una settimana è riuscito ad insegnarle a controllare il suo potere, a dosarne l’intensità e non rilasciarlo accidentalmente come accadeva finora e di questo gli è grata.

Meno grata è delle sedute di allenamento a cui lui sottopone lei e gli altri.

Durante una pausa le si avvicina una ragazza dai capelli biondi che, con evidente accanto inglese, le chiede:

-E così tu saresti la sorella di Dazzler, giusto?-

-Sorellastra.- precisa Lois, non sa bene perché -Stessa madre ma padri diversi.-

-Anch’io ho una sorellastra… forse più d’una... quel gran bastardo di mio padre doveva farsi ogni donna che incontrava e non badava alle conseguenze. Forse hai sentito parlare di lui: si faceva chiamare Mastermind.-

-Mastermind?- esclama Mortis -Quel Mastermind?-

-Ne conosci altri? A parte mia sorella che ha preso il suo nome dopo la sua morte. Intendo? Non confonderci, però: lei è Mastermind, ma io sono Lady Mastermind, non dimenticarlo.-

-Basta con le chiacchiere!- le interrompe Exodus -Presto inizierà la guerra e voi dovete essere pronti!-

Guerra… è davvero ciò che li aspetta? Lois preferisce non pensarci.

 

 

Un aeroporto privato poco fuori Mosca, Federazione Russa.

 

Il Blackbird SR-77 con la X iscritta in un cerchio dipinta sulle fiancate appare improvvisamente quasi dal nulla ed atterra rollando dolcemente sulla pista. Il portello si apre e ne scendono sette figure che indossano costumi variopinti.

Un uomo massiccio dalla folta barba scura si avvicina loro spalancando le braccia e sfoggiando un ampio sorriso.

-Piccola Ororo!- esclama afferrando Tempesta per i fianchi e sollevandola da terra come se fosse senza peso -Beh… non più tanto piccola, ormai. Ti sei fatta una vera donna… una bellissima donna, direi.-

-Ti ringrazio, Symion.- replica Ororo Munroe -Ora ti dispiace mettermi giù prima di spezzarmi le reni?-

-Ma certo, piccola. Devi scusare l’impetuosità di questo vecchio cosacco.-

Symion Borisovitch Kurasov la rimette a terra e squadra i suoi compagni.

-I famigerati X-Men, nientemeno! Sei una supereroina adesso. Che cambiamento per la piccola ladra che ho conosciuto al Cairo tanti anni fa.-

-La gente cambia, tu più di ogni altro dovresti saperlo, Symion.- ribatte Ororo.

-Verissimo.-

Kurasov contempla il Blackbird attorno al quale si stanno affaccendando i suoi uomini.

-Bel gingillo.- commenta -Come lo fate quel giochetto dell’invisibilità?-

-Tecnologia aliena.- risponde Tempesta.

-Ah! Mi farebbe molto comodo per i miei affari. La vendete quella tecnologia? Pagherei molto bene.-

-Temo sia fuori discussione, Symion.-

Nightcrawler si china verso Wolverine e gli sussurra:

-Ricordami un po’: che razza di affari tratta questo Kurasov?-

Logan fa un lieve sogghigno e replica:

-Hai presente Kingpin? Beh, Kurasov è il suo equivalente a Mosca: non c’è rublo guadagnato disonestamente da queste parti di cui una percentuale non finisca nelle sue tasche.-

-Ach Teufel! E questo sarebbe un amico di Ororo?-

-Non fare l’ingenuo, Kurt. Dimentichi che da ragazzina Ororo era una ladra? Eppure le sue abilità di allora ci hanno tratto d’impaccio più di una volta.-

-È vero , ma … no: lascia perdere.-

Kurasov si rivolge a tutti loro:

-Seguitemi! Del vostro uccellino si occuperanno i miei uomini. Lo terranno nascosto fino a che ne avrete di nuovo bisogno.-

-Uhm…- borbotta Ciclope -… che garanzie abbiamo che non provino ad entrarvi e…-

-Non lo faranno.- taglia corto Kurasov -Avete la mia garanzia ed è sufficiente. Gli amici di Ororo sono amici miei e loro sanno benissimo cosa accade a chi tocca ai miei amici.-

 

 

Prigione di Supermassima Sicurezza per Superumani Molto Pericolosi “Raft”

 

Questo posto sorge su, ma sarebbe meglio dire «è», un’isola artificiale nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. In mezzo al nulla. Il suo scopo è tenere rinchiusi supercriminali ritenuti troppo pericolosi perfino per il supercarcere per superumani noto come la Volta, persone senza speranze di rieducazione e da cui la gente comune ma anche gli altri detenuti devono essere protetti.

Victor Creed, alias Sabretooth, è senza alcun dubbio appartenente a questa categoria, per questo in attesa del suo processo è stato portato qui, l’unico posto in grado di contenerne la furia.

Nonostante si sia arreso spontaneamente, le Autorità hanno paura di lui e fanno bene.

Con indosso la divisa arancione tipica dei carcerati, Sabretooth se ne sta sdraiato sulla sua branda a guardare il soffitto quando la porta della cella si apre ed entrano due Guardiani, i secondini che vestono un’armatura verde progettata da Tony Stark e realizzata dalla Stark-Fujikawa.

Hanno i palmi rivolti verso di lui pronti a sparare una scarica di repulsori alla sua prima mossa falsa.

<<In piedi, Creed…>> dice uno dei due <<… è arrivato il tuo avvocato.>>

-Avvocato?- borbotta lui mettendosi a sedere -Non ricordo di averne uno.-

<<A quanto pare ce l’hai; qualcuno l’ha nominata per te.>>

-Nominata?-

I due Guardiani si scostano e lasciano passare una donna dai capelli neri tagliati a caschetto, fisico da modella assolutamente non mortificato dal tailleur gessato scuro che indossa e dalla cui gonna appena sopra il ginocchio spuntano due lunghe ed affusolate gambe che terminano in scarpe di marca.

Vedendola Creed sorride in modo inquietante e dice:

-Ripensandoci, un avvocato è proprio quel che mi serve.-

 

 

Poco fuori Mosca

 

Nightcrawler è costretto ad ammettere con se stesso che suo malgrado trova Symion Borisovitch Kurasov simpatico: a passare del tempo insieme a lui è facile dimenticarsi cosa faccia per vivere.

Kurt Wagner è, ormai da tanto tempo, dolorosamente consapevole che non si può dividere nettamente il mondo in buoni e cattivi: il male ed il bene sono presenti in varia misura in ogni essere umano.

Abbandona queste riflessioni filosofiche per seguire quello che sta dicendo Kurasov:

-Grazie alle informazioni passatemi dalle mie fonti, credo di aver individuato la mutante che state cercando.-

-Quali fonti?- si lascia scappare, ingenuamente, Ciclope.

Wolverine gli dà una gomitata in un fianco. Anni di esperienza in certi ambienti gli hanno insegnato che certe domande è meglio non farle mai.

Kurasov fa un sorriso gioviale e replica:

-Nel mio lavoro, come in quello dei giornalisti e delle spie, l’identità dei propri informatori va sempre protetta.-

Vecchie conoscenze nei Servizi Segreti Russi e/o funzionari statali sul suo libro paga, quasi sicuramente, pensa Havok. Decisamente meglio non chiedere e non sapere.

-La storia comincia da lontano…- prosegue Symion -… immagino che tutti abbiate sentito parlare dell’assedio di Stalingrado, la città oggi chiamata Volgograd, ma ci sono cose su quella battaglia che non sono finite sui libri di Storia, cose che il Governo Sovietico ha preferito tenere segrete, come la storia di un cecchino infallibile, il Caporale Vassily Anatolyievitch Voronov, il suo segreto era di essere un mutante con il potere di caricare gli oggetti di energia e farli esplodere. Questo rendeva i suoi proiettili devastanti.-

-Più o meno come Gambit.- commenta Psylocke.

-Ma lui non ha mai usato i suoi poteri a quel modo.- replica Havok.

-Silenzio.- interviene Ciclope -Fategli raccontare il resto della storia

-Grazie. Dopo la guerra Voronov aveva continuato a servire lo Stato, potete immaginare come. Quando arrivò il momento della pensione si ritirò proprio a Volgograd. Morì una decina d’anni fa. I Servizi Segreti hanno continuato a monitorare la sua famiglia durante tutti questi anni.-

-Speravano che nascesse un altro mutante da poter sfruttare.- commenta Havok

-Esatto. Pochi mesi fa la loro attesa è stata premiata. Vassilissa Grigorievna, la nipote di Vassily Anatolyievitch, di 16 anni, ha manifestato poteri simili a quelli del nonno. Una delle sue “bombe” ha fatto esplodere il suo banco a scuola. Potete immaginare le reazioni dei suoi compagni.-

-Le immagino benissimo.-borbotta Scott.

-La vita della giovane Vassilissa è cambiata radicalmente da allora. I suoi compagni hanno preso ad evitarla. Scritte con insulti sono apparse sui muri esterni di casa sua. Qualche teppista ha provato ad aggredirla ma dopo che uno di loro è finito in ospedale con ustioni di secondo grado hanno rinunciato.

-Il solito campionario che conosciamo bene.- si lascia sfuggire Kurt.

-Purtroppo è così. Qualche giorno dopo si sono presentati alla porta dei Voronov dei funzionari statali, presumo di uno o più dei nostri servizi segreti, proponendo di trasferire Vassilissa in una scuola statale speciale per quelli come lei dove avrebbe imparato a gestire i suoi poteri e ad usarli per il bene comune.-

-Chissà come gli sarà venuta un’idea simile?- commenta, sarcastico, Wolverine.

-E poi cos’è successo?- chiede Tempesta.

-I genitori hanno preso tempo, ma quelli sono presto tornati alla carica ed è stato subito ovvio che non avrebbero accettato un no come risposta. Quasi contemporaneamente una misteriosa organizzazione ha provato a reclutarla usando una combinazione di soldi e minacce nei confronti suoi e della famiglia.-

-Povera ragazza, presa tra due fuochi.-

-E com’è andata a finire?- interviene Colosso

-E chi lo sa?- risponde Kurasov -Vassilissa è letteralmente scomparsa da alcuni giorni.-

-Cioè da quando ho ricevuto la sua telefonata interrottasi bruscamente. Avevo ragione a credere che fosse in pericolo.-

-Quindi, riepilogando: o è stata rapita da qualcuno dei servizi segreti russi o da qualche altra parte sconosciuta.- conclude Havok.

-Una ricostruzione sostanzialmente esatta.- concorda Kurasov. -Ci sarebbe anche una terza opzione: che sia scappata di sua volontà ma lo ritengo poco probabile, l’avrei certamente saputo.-

-Dobbiamo trovarla a qualunque costo.- afferma Colosso -Non me ne andrò senza averla ritrovata.-

-La ragazza avrà lasciato di certo dei residui psichici che io posso cogliere.- commenta Psylocke.

-Io posso farvi arrivare in incognito sino a Volgograd ma da lì in avanti dovrete sbrigarvela da soli.- dice Kurasov.

-Ci siamo abituati.- ribatte Ciclope.

 

 

Un luogo segreto in Russia.

 

La ragazza ha l’aria cupa e non si accorge nemmeno che nella stanza è entrata un’altra persona finché non ode una voce dal tono gentile:

-A cosa stai pensando, Vassilissa?-

La ragazza si volta e nel vedere il nuovo arrivato ed abbozza un sorriso.

-Oh, è lei. Stavo pensando ai miei genitori: saranno preoccupatissimi dopo la mia scomparsa. Se solo potessi dir loro che sto bene…-

-Sai che non possiamo ancora farlo. I nostri nemici sono spietati e se ci trovassero adesso, potremmo non riuscire a sfuggirgli come abbiamo fatto finora e sarebbe terribile proprio ora che siamo vicini alla salvezza.-

            Vassilissa stringe le mani dell’uomo e dice:

-Mi fido di lei, pope.-

 

 

Volgograd.

 

La città che più di settant’anni fa è stata teatro di una delle più celebri battaglie di quella che da queste parti chiamano Grande Guerra Patriottica oggi è sede di varie attività industriali tra cui: cantieri navali, raffinerie e impianti di produzione di acciaio e alluminio.

Tutto questo non importa adesso agli X-Men. Quello che vogliono è rintracciare Vassilissa Voronova il più rapidamente possibile.

Arrivare sin lì non è stato difficile. Il loro aereo, camuffato olograficamente, è in un piccolo aeroporto di cui Symion Kurasov si serve per i suoi traffici e la cosa non ha reso felice Scott Summers: amico di Tempesta o meno, quell’uomo è sempre un gangster.

I loro costumi, per tacere del vero aspetto di Nightcrawler, sono celati da un induttore d’immagini di ultima generazione che li fa sembrare dei comuni turisti.

Ferma davanti al portone della casa di Vassilissa, Elizabeth Braddock, meglio nota come Psylocke, si concentra.

-La sento.- dice infine -È appena un debole residuo ma è comunque una traccia che posso seguire. C’è stata un’intensa attività psichica qui. Abbastanza forte da essere ancora rilevabile da una come me.-

-E questo che vuol dire?- chiede Kurt Wagner.
-Che c’è di mezzo un telepate, uno molto potente, forse del livello del Professor Xavier.- risponde Betsy.

-Magnifico.- commenta Havok -Ed immagino che tu non sia in grado di stabilire se è amico o nemico.-

-Immagini bene. Ma ora seguitemi.-

Mentre si allontanano, gli X-Men non si accorgono che qualcuno li sta osservando da dietro un angolo.

 

 

Un luogo segreto in Russia.

 

L’uomo vestito di nero si porta le mani alle tempie mentre sul suo volto si disegna una smorfia di dolore.

-Pope, tutto bene?- chiede la ragazza accanto a lui.

-Temo di no.- risponde l’uomo mentre sul suo viso il dolore è sostituito dalla preoccupazione -Ho avvertito la presenza di un’altra mente molto potente che stava scandagliando l’etere alla nostra ricerca.-

-I nostri nemici ci hanno trovato?-

-Non è ancora detto.- replica l’altro -Il nostro rifugio è ben nascosto ma è meglio essere preparati al peggio.-

Come a sottolineare le sue parole, si ode un forte rumore all’esterno.

 

 

I sotterranei di Volgograd.

 

-Le fogne?- borbotta Havok -Non ditemi che abbiamo a che fare con la versione russa dei Morlock.- [8]

-Potrebbe essere.- replica Ciclope scendendo per primo -Qualche anno fa io, Jean, Hank, Bobby e Warren, quando eravamo gli X-Factor, ci imbattemmo in una comunità clandestina di mutanti russi guidata da un sacerdote ortodosso,[9] ma sono quasi tutti morti.-

-Hai detto giusto, Cyke: quasi tutti .- ribatte Wolverine -Ce n’è almeno uno ancora vivo, ricordi? Anche Petey e Betsy dovrebbero ricordarsene: lo abbiamo incontrato insieme in Siberia.-

-Ma certo!- esclama Colosso -Ho capito di chi parli: è…-

-Silenzio!- intima Psylocke -La traccia psichica si interrompe qui.- indica un muro di mattoni davanti a loro -Adesso, però avverto un’intensa attività telepatica dall’altra parte.-.

-E allora che aspettiamo? Diamoci da fare.- interviene Havok.

Senza esitare spara una scarica concentrata di plasma cosmico contro la parete davanti a lui fondendola, cosa che gli riesce sempre meglio e sempre gradita dopo la recente perdita.

Ignora lo sguardo preoccupato di suo fratello.

 

 

All’interno.

 

L’uomo vestito di nero sente il rumore del muro che cade e corre nella direzione da cui è venuto.

Nella stanza c’è un buco in una parete da cui escono uomini e donne che lui riconosce.

-Gli X-Men!- esclama.

È Ciclope a riconoscerlo per primo.

-Padre Garnoff?-

-Conosci questo bel tomo, Scott?- chiede, perplesso Havok.

-È il prete ortodosso di cui ti parlavo.- risponde l’altro -Padre Alexi Garnoff. State attenti: è un telepate molto potente del livello del Professore.-

L’uomo in questione non parla. Il suo volto è impassibile, gli occhi sono socchiusi.

“Non lo faccia, Padre, non abbiamo intenzioni ostili.” La voce di Psylocke echeggia direttamente nella mente dell’ecclesiastico che risponde allo stesso modo:

“E allora perché avete fatto irruzione nel nostro rifugio? Come possiamo fidarci?”

“Cercavamo Vassilissa Voronova. Ha chiesto il nostro aiuto”

-Lei sta bene.- afferma, ad alta voce ed in buon Inglese, Padre Garnoff -È qui di sua spontanea volontà.-

-Voglio crederle, Padre…- replica Scott Summers -… ma vorremmo che ce lo dicesse lei stessa.-

-Sono qui.-[10]

A parlare è stata una ragazza bionda di circa sedici anni.

-Vassilissa…- le si rivolge Colosso -… sei proprio tu? Sono Piotr e siamo qui per aiutarti.-

La ragazza indica Garnoff e ribatte:

-Lui mi ha aiutato, voi dov’eravate?-

 

 

Volgograd, Una settimana fa.

 

-Pronto? Pronto?!-

La linea con l’Istituto Xavier nello Stato di New York è appena caduta e Vassilissa Grigorievna Voronova fissa il telefono sconfortata. Non c’è campo, ma com’è possibile?

Improvvisamente la porta di casa si spalanca sotto la spinta di una forza irresistibile.

Una figura si staglia sulla soglia ed una voce le dice:

-Credevi davvero di poterci sfuggire, Vassilissa?-

Un uomo avanza all’interno della stanza seguito da altri due vestiti come lui:

-Tu hai un dovere verso lo Stato e…-

L’uomo si blocca di colpo e con lui tutti gli altri.

Alle loro spalle avanza un uomo. Quando arriva alla luce, Vassilissa si accorge che veste un clergyman.

-Non aver paura, ragazza…- le dice -… non ti faranno più del male.-

-Chi… chi è lei?- chiede la ragazza, spaventata -Cosa ha fatto loro?-

-Sono Padre Garnoff e, proprio come te, sono un mutante. Quanto a quello che ho fatto, li ho solo bloccati usando la telepatia. Quando si riprenderanno, non ricorderanno nulla e non sapranno dove siamo andati.-

-Andati?-

-Non puoi restare, qui, Vassilissa. Verranno di nuovo a cercarti e verrà anche gente più cattiva e crudele di loro. Non saranno teneri con te e la tua famiglia. Puoi credermi. Devi venir via con me… adesso .-

Garnoff tende la sua mano e dopo qualche istante di esitazione Vassilissa la prende.

 

 

Nei sotterranei di Volgograd.

 

-E questo è tutto.- termina di raccontare Padre Garnoff.

-Bene.- commenta Colosso -Sono contento di vedere che Vassilissa sta bene. Ero preoccupato per lei. So che ci abbiamo messo tanto, troppo, per arrivare ma…-

-Le scuse non servono a molto.- ribatte il sacerdote ribelle -Quello che conta è farla uscire dalla Russia. Le cose sono molto migliorate per i mutanti dopo la caduta dell’Unione Sovietica ma negli ambienti governativi, specie nei servizi segreti, c’è sempre chi pensa che i loro poteri dovrebbero essere usati esclusivamente al servizio dello Stato.-

-C’è parecchia gente che la pensa così anche da noi.- replica Wolverine -Io l’ho imparato sulla mia pelle.-

-E arrivano ad arruolarvi forzatamente ed addestrarvi contro la vostra volontà?-

Flash di ricordi del Progetto Arma X attraversano la mente di Wolverine mentre con voce cupa risponde:

-Non ne hai idea, prete, credimi, non ne hai idea.-

-Mentre cercavo un modo di far espatriare Vassilissa…- prosegue Garnoff -… sono stato contattato da qualcuno che ha detto di poterci dare una mano.-

-Qualcuno?- esclama Ciclope -Chi?-

Prima che il suo interlocutore possa rispondere c’è un improvviso lampo di luce e delle figure si materializzano nel mezzo della stanza.

 

 

Altrove

 

La donna ascolta le ultime notizie ai notiziari e la sua abituale flemma è scossa da un istintivo moto di stizza.

Il Consorzio Ombra può dirsi finito ormai. In mezzo mondo stanno avvenendo arresti su arresti dei suoi membri.[11] Per fortuna nessuno, a parte loro stessi, conosce la vera identità dei membri del suo consiglio direttivo, quindi lei non ha nulla di cui preoccuparsi, anche se le toccherà, probabilmente rinunciare ai suoi piani su X-23, peccato.

Bene, tanto vale archiviare l’esperienza e passare ad altro.

La Dottoressa Alda Huxley, Governatore Generale di Genosha per conto delle Nazioni Unite, si appoggia allo schienale della sua poltrona e sorride pensando alla sua prossima mossa,

 

 

Nei sotterranei di Volgograd.

 

Il primo a riconoscere i nuovi arrivati è Ciclope.

-Exodus!- esclama.

L’uomo alto dalla pelle rossa come il suo costume e dai lunghi capelli neri replica:

-Siamo qui per la mutante Vassilissa Voronova. Consegnatecela e ce ne andremo pacificamente.-

-Col cavolo, Cocco!- ribatte Wolverine estraendo gli artigli.

-Aspettate!- grida Garnoff ma nessuno lo ascolta.

Havok emette una scarica del suo plasma ad alta intensità contro Exodus scagliandolo oltre una parete in una stanza vicina. Dentro di sé é è grato di avere un'occasione di sfogare la sua rabbia e il suo dolore contro qualcuno in grado di sopportare i suoi colpi.

 

Un’afroamericana alta e muscolosa si precipita addosso a Colosso colpendolo con una forza che lo fa vacillare.

-Cargill… Joanna… perché?- chiede Piotr.

-Non parlo con i traditori.- replica, con voce dura, Joanna Cargill, nota anche come Frenzy, e continua a picchiare. A Piotr Rasputin non resta che colpirla a sua volta.

 

Wolverine si trova di fronte ad una ragazza che nell’aspetto ricorda un felino.

-Fatti da parte, Feral, o dovrò affettarti.- la avverte.

-Non mi fai paura, Glotón.-[12] ribatte Maria Callasantos, un tempo membro di X-Force, e gli salta addosso colpendolo ripetutamente con i suoi artigli prima che Logan riesca ad abbozzare una difesa.

I due rotolano a terra e solo con una certa fatica Wolverine si sbarazza di lei scagliandola lontano.

Si rimette in piedi e dice:

-Adesso mi hai proprio fatto arrabbiare, ragazzina.-

I suoi artigli scintillano mentre balza verso Feral.

 

Kurt Wagner viene da un periodo non facile per lui: ha visto morire una compagna di squadra, è stato lasciato dalla donna che pensava di amare ed infine ha dovuto ammettere che la sua vocazione al sacerdozio non era salda quanto avrebbe desiderato.[13] Per fortuna, pensa, è avvenuto prima che prendesse i voti.

Sperava che un po’ d’azione con gli X-Men l’avrebbe aiutato a dimenticare i suoi guai e sperava che avrebbe aiutato allo stesso modo Havok a riprendersi dalla morte di Paige Guthrie. Avere a che fare con un prete cristiano mutante, pur di un'altra confessione, non aiuta. Di certo, però, nel suo concetto di azione non era contemplato uno scontro con…

-Toad? Credevo che avessi deciso di ritirarti.-

-Non si può dire di no ad una chiamata di Magneto.- replica Mortimer Toynbee.
immediatamente dopo comincia a saltare tutt’intorno cercando di colpire Kurt.

-Il tuo è un gioco che si può giocare in due, mein freund.- ribatte Nightcrawler sparendo in una nuvoletta di zolfo.

Riappare su una parete e rimbalza su un’altra poi scompare ancora per riapparire più in là, alle spalle di Toad ma quest’ultimo balza subito via solo per andare a sbattere contro il pugno di Nightcrawler materializzatosi sulla sua strada.

 

L’uomo davanti a Tempesta è chiaramente proveniente dal subcontinente indiano, anche la sua veste lo prova. Ha capelli lunghi fino alle spalle ed il petto nudo eccetto una fascia che è parte della veste. Che sia Indiano è confermato dal suo accento quando si rivolge in Inglese alla sua avversaria:

-Puoi chiamarmi Monsoon e credimi se ti dico che non vorrei questo.-

-E allora non combattere.- ribatte Ororo Munroe.

-Devo.- è la secca risposta.

L’uomo stringe i pugni ed un vento violento si abbatte su Tempesta che però rimane ferma.

-Tu comandi i monsoni? Sappi che io sono la Signora dei Venti.-

Facendo seguire alle parole i fatti, Tempesta crea a sua volta un vento che spazza via tutto quello che incontra sollevando il suo antagonista come una piuma.

 

Non appena il vento si placa, Havok si avvicina ad Exodus.

Pur nella sua rabbia è consapevole che ad uno come lui non si può lasciare l’opportunità di riprendersi, bisogna colpirlo duramente. Suo fratello Scott lo affianca e si prepara a colpire a sua volta.

Due scariche gemelle partono dalle mani di Havok e dagli occhi di Ciclope ma una donna che veste un costume rosso e blu si para loro davanti e le scariche s’infrangono senza danno contro una barriera invisibile, anche se colei che l’ha creata, la mutante Carmela Unuscione, presunta figlia di Unus l’Intoccabile, viene sbalzata indietro dalla forza dell’impatto.

Exodus si rialza e lancia una scarica psionica contro Havok e Ciclope ma è bloccata da qualcosa.

“Veditela con me, Exodus.” gli dice una voce di donna che riecheggia nella sua mente.

“Psylocke.” ribatte Bennett Du Paris “Pensi davvero di essere alla mia altezza?”

“Quel che penso…” replica Betsy Braddock “… è che l’arroganza è sempre stata il tuo punto debole.”

“Come osi insultarmi, lurida…”

Per chi li vedesse adesso, la ragazza britannica nel corpo atletico e nel costume succinto di una ninja giapponese e l’uomo nato in Francia nel XII secolo fluttuante in aria non sembrano fare alcun movimento ma guardandoli più da vicino si noterebbe la concentrazione nei loro volti e minuscole gocce di sudore imperlare le loro fronti.

Come potrebbe finire questo scontro mentale, nessuno lo saprà mai perché improvvisamente nelle menti dei presenti echeggia un grido telepatico:

“BASTA!”

 

Il grido è sentito da Colosso mentre sta per sferrare un pugno a Frenzy, da Wolverine che sta per cedere alla tentazione di affondare i suoi artigli nella gola della sfuggente Feral, da Tempesta ancora alle prese con Monsoon e da Nightcrawler che ha appena steso Toad.

Tutti si fermano e guardano verso Padre Garnoff affiancato da Vassilissa.

-Avevo chiesto aiuto ma voi pensate solo a combattere tra di voi.- dice quest’ultimo ad alta voce e in Inglese.

-Padre, questi sono …- inizia a dire Ciclope.

-So benissimo chi sono.- ribatte Garnoff -Sono qui su mio invito.-

-Cosa?- esclama, sbalordito, Havok.

-È così.- conferma Exodus -Non che questo interessi voi X-Men, ma Magneto ha saputo dei problemi di Padre Garnoff e si è offerto di accogliere lui ed i suoi protetti nel suo santuario.-

-Magneto ha dunque organizzato una nuova Avalon?- chiede Ciclope.

-Questo non sta a me dirtelo, Summers.- ribatte l’altro -Scoprirai le intenzioni del mio Signore quando lui sarà pronto a comunicarle al Mondo.-

Ciclope tace mentre Colosso si avvicina a Vassilissa e le chiede:

-Sei sicura di volerlo fare? Se ti unisci a Magneto, sarai sempre una fuggiasca.-

-Ma almeno sarò al sicuro, protetta.- replica la ragazza -Tu puoi garantire che il Governo americano non mi rimanderà indietro se ti seguo negli Stati Uniti?-

Colosso rimane silenzioso e Vassilissa aggiunge in tono amaro:

-Lo immaginavo.-

Scott si rivolge a Padre Garnoff:

-È davvero sicuro di quel che sta facendo?-

-So di non avere scelta.- replica il sacerdote.

-Allora le auguro buona fortuna. Ne avrà bisogno, mi creda.

I due si stringono la mano ed a questo punto Alex Summers apostrofa il fratello:

-Non riesco a crederci: li lasci andare via così?-

-E che dovremmo fare secondo te? Rapirli e portarli tutti a Westchester contro la loro volontà? In cosa, allora, saremmo migliori di quelli che combattiamo? Garnoff e Vassilissa hanno preso la loro decisione, dobbiamo rispettarla.-

-E se Exodus o Emma Frost avessero fatto loro il lavaggio del cervello? Ci hai pensato?-

-Certo che ci ho pensato ed ho chiesto a Betsy di fare un discreto check up ai loro cervelli.

-E non ho trovato niente.- conferma Psylocke -Non sono stati condizionati, ne sono certa.-

Grazie ai poteri di teletrasporto di Exodus, gli Accoliti, Padre Garnoff, Vassilissa Voronova ed un altro gruppetto di mutanti ospiti della struttura clandestina spariscono diretti chissà dove.

In silenzio gli X-Men tornano al loro aereo e presto sono in volo verso casa.

È Colosso il primo a parlare.

-Mi dispiace, amici.- si scusa -Vi ho fatto venire sin qui per nulla.-

-Non è mai tempo sprecato se è per una buona causa, Peter.- gli dice Nightcrawler.

-Il nostro folletto blu ha ragione.- aggiunge Wolverine -E poi io mi sono divertito. È stato bello essere di nuovo in squadra con tutti voi.-

-L’aver scoperto di essere padre ti ha reso più sentimentale, Logan?- gli chiede, ridendo, Tempesta.

-Se lo ripeti un’altra volta, Ororo, vengo da te e ti rifaccio il taglio alla Moicana coi miei artigli.-

-Ora ti riconosco, tovarish!- ribatte sorridendo Piotr Rasputin.
-Al di là delle battute e dei buoni sentimenti, abbiamo scoperto che Magneto sta ricreando una comunità attorno a sé. È una questione che dobbiamo tenere d'occhio tutti, Team Blu o Team Oro - li richiama all'ordine Ciclope, con un cenno del capo d'approvazione di Havok.

Una questione per un altro giorno.

 

 

FINE

 

 

NOTE DEGLI AUTORI

 

 

            Eccoci giunti alla fine di quest’episodio scritto a quattro mani dagli autori abituali de Gli Incredibili X-Men. Cosa dire che non sia stato detto nella storia? Giusto un po’ di cenni biografici su alcuni dei personaggi apparsi nella storia:

1)    Padre Alexi Garnoff è stato creato da Bob Layton su X-Factor Annual #1 del 1986.

2)    Toad è una creazione di Stan Lee & Jack Kirby ed è apparso per la prima volta su Uncanny X-Men Vol. 1° #4 datato marzo 1964.

3)    Exodus è stato creato da Scott Lobdell & Joe Quesada su X-Factor Vol. 1° #92 datato luglio 1993.

4)    Frenzy è stata creata da Bob Layton & Keith Pollard su X-Factor Vol. 1° #4 datato maggio 1986.

5)    Carmela Unuscione è stata creata da Scott Lobdell & Brandon Peterson su Uncanny X-Men Vol. 1° #298 datato marzo 1993.

6)    Monsoon è stato creato da J.M. DeMatteis & Jan Duursema su X-Factor Vol. 1° #99 datato febbraio 1994.

7)    Vassilissa Voronova è una creazione originale di Mickey con un piccolo aiuto di Carlo Monni.

8)    Alzi la mano chi non aveva indovinato che la misteriosa donna vista nei precedenti episodi e membro del famigerato Consiglio Ombra era in realtà Alda Huxley. Mickey abbassala immediatamente! -_^

9)    Gli autori ci tengono a farvi sapere che la storia di quest’episodio è tutta un’idea di Carlo. Mickey non voleva saperne niente e ci è stato trascinato a forza. Declina, quindi, ogni responsabilità per la scarsa riuscita della storia . -_^

            Nel prossimo episodio… prima di leggerlo passate su Gli Incredibili X-Men #38 per la prima parte di un crossover tra le serie degli X-Men e quelle dei Vendicatori dove avremo: i piani di Magneto finalmente rivelati, una drammatica seduta all’ONU, ospiti a sorpresa riunioni di famiglia e molto altro. L’azione proseguirà su Vendicatori Costa Ovest #38, quindi sul prossimo numero di questa stessa serie per poi concludersi su Vendicatori #102.

            Non mancate.

 

 

Carlo & Mickey



[1] Patria in Russo.

[2] Vassily Grigoryevich Zaytsev, cecchino dell’Armata Rossa durante la battaglia di Stalingrado è accreditato dell’uccisione di almeno 400 soldati ed ufficiali nemici. La sua storia romanzata è stata narrata nel film del 2002 ”Il nemico alle porte”.

[3] Nello scorso episodio.

[4] Nell’episodio #36.

[5] Come visto su Uncanny X-Men Vol. 1* #291 (in Italia su Gli Incredibili X-Men #59).

[6] Non ferite la nostra sensibilità dicendoci che non avete letto Gli Incredibili X-Men #33 e X-Men #40, per favore. -_^

[7] Su Gli Incredibili X-Men MIT #15.

[8] Mutanti spesso di aspetto deforme che vivevano nei sotterranei di New York prima di essere quasi sterminati dai Marauders.

[9] Accadde su X-Factor Annual #1 ( in Italia su X-Marvel, Play Press, #8).

[10] Parla in Russo.

[11] Vedi Capitan America #85 e Iron Man #84.

[12] Wolverine in Spagnolo.

[13] Tutte cose avvenute su Gli Incredibili X-Men #35/37.